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Uguaglianza di significante, ma non di significato:

come tradurre i falsi amici, le frasi fatte e i proverbi italiani in spagnolo (e viceversa)

 

MIMMA DE SALVO

© 2012 Midesa s.r.l.

 

Com’è noto l’italiano e lo spagnolo sono lingue molto simili, avendo una comune origine latina.

La somiglianza/coincidenza tra queste due lingue è, come ha evidenziato la linguistica comparata, molto profonda sia a livello sintattico, sia lessicale e sia fonetico. Tuttavia, spesso si tratta di una somiglianza solo superficiale e perciò ingannevole. 

Nel lessico, per esempio, il problema è dato dai “falsi amici”. Parole italiane scritte esattamente allo stesso modo (omografi) o pronunciate quasi allo stesso modo (omofoni) delle parole spagnole ci sembrano uguali, equivalenti, cioè con lo stesso significato. Ma non è così.

Queste parole simili, o affini, solo in apparenza, ma di contenuto diverso, sono i cosiddetti “falsi amici” (falsos amigos) e, come lo stesso nome indica, sono amici solo all’apparenza, perché ci ingannano. E ci fanno credere che la stessa parola spagnola che vediamo scritta o sentiamo pronunciata come, o quasi come, la parola italiana abbia lo stesso significato.

Ed ecco che si commettono gli errori.

 

La lunga esperienza come traduttrice e insegnante di lingua spagnola e italiana, mi ha permesso di stilare una corposa lista di falsi amici che, col tempo, è sempre più aumentata ed è stata inglobata, insieme all’ausilio di altre fonti, in un dizionario enciclopedico italiano-spagnolo/spagnolo-italiano che dirigo dal 2008.[1]

Approfitto di questa brevissima riflessione sulla traduzione dall’italiano allo spagnolo (riflessione che potrebbe applicarsi anche ad altre lingue) per presentarne alcuni e “mettere in guardia” i più sprovveduti sull’insidia rappresentata, nello scrivere, parlare e tradurre, da certe parole e frasi apparentemente innocue.

 

Ecco di seguito alcuni tra i più insidiosi falsi amici esistenti tra l’italiano e lo spagnolo (prendo in esame lo spagnolo parlato e scritto in Spagna).

Metto in evidenza l’uguaglianza formale che esiste tra le due parole (cosa che produce una traduzione sbagliata) e la disuguaglianza di significato che realmente c’è tra di esse, cosa che darà vita, una volta appresa, ad una traduzione corretta.

 

 

Falso amico italiano

Falso amico spagnolo

(traduzione sbagliata in spagnolo)

 

In spagnolo si dice (traduzione corretta

in spagnolo)

Il falso amico spagnolo significa in realtà

aceto

aceite

vinagre

olio

autista

autista

conductor/chofer

autistico

avocado

abogado

aguacate

avvocato

baratto

barato

trueque/cambio

economico; a buon mercato

beccare

becar

picar

concedere una borsa di studio

bistecca

bistec

entrecot

fettina

burro

burro

mantequilla

asino

calzoncini

calzoncillos

pantalones cortos/shorts

mutande da uomo

camicetta

camiseta

blusa

maglietta

cara

cara

querida

faccia/aspetto

carta

carta

papel

lettera

cazzo

cazo

coño/polla

pentolino

comodino

comodín

mesita/mesilla (de noche)

jolly

cura

cura

tratamiento

prete

digiunare

desayunar

ayunar

fare colazione

equipaggio

equipaje

tripulación

bagaglio

esprimere

exprimir

expresar

spremere

finalmente

finalmente

por fin

alla fine

gamba

gamba

pierna (pata: quella del tavolo)

gambero

guardare

guardar

mirar

conservare; sorvegliare

largo

largo

ancho

lungo

lobo

lobo

lóbulo

lupo

lupa

lupa

loba

lente di ingrandimento

mantello

mantel

capa

tovaglia

narice

nariz

aleta/agujero (de la nariz)

naso

panna

pana

nata

velluto a coste

partire

partir

salir

dividere

primo

primo

primero

cugino/tonto/scemo

restare

restar

quedar/se

togliere/detrarre/sottrarre

salire

salir

subir

uscire

sospeso

suspenso

suspendido

bocciato

stanco

estanco

cansado

tabaccheria/dal tabaccaio

subire

subir

padecer/sufrir

salire

tasca

tasca

bolsillo

osteria/taverna

timo

timo

tomillo

truffa/raggiro

topo

topo

ratón

talpa

tovaglia

toalla

mantel

asciugamano

tuttavia

todavía

sin embargo

ancora

vaso

vaso

maceta

bicchiere

 

 

Se i falsi amici traggono in inganno perché apparentemente simili, altra trappola è costituita dalle “frasi fatte” (frases hechas), cioè quelle espressioni convenzionali che acquistano di per se stesse un significato particolare nella lingua in cui sono usate.

Anche se alcune frasi fatte sono spesso intraducibili, perché frutto della cultura del popolo che le ha prodotte (si pensi all’espressione spagnola: estar/quedarse de Rodríguez o ser un Rodríguez[2], altre, invece, hanno un’equivalenza nella lingua in cui vengono tradotte che però, per esprimerne il significato vero, particolare appunto, userà un’altra frase fatta, formata da altre parole che insieme daranno quello stesso significato.

L’errore che spesso si commette è tradurre letteralmente la frase fatta, cioè tradurre “parola per parola”, ogni singola parola della frase, con parole dell’altra lingua. Il che genera ovviamente una traduzione sbagliata, nonché lo sconcerto in chi ascolta o legge.

 

 

Frasi fatte                                     

Frases hechas

 

 

varie

 

a ogni morte di papa

de uvas a peras/brevas; de higos/guindas a brevas

avere la luna storta

estar de mala leche/uva

(non) avere santi in paradiso

(no) tener padrino(s)

avere stoffa

tener madera

cadere/cascare dalla padella nella brace; andare di male in peggio

salir de Guatemala y meterse/entrar en guatepeor; de Málaga a malagón

cercare il pelo nell’uovo

buscarle tres pies al gato

dormirci sopra; pensarci sopra

consultar con la almohada

essere dell’altra sponda

ser de la acera de enfrente; ser de la otra acera

fare coming out (impropriamente: fare outing)

salir del armario

fumare come un turco

fumar como un carretero

gettare la spugna

tirar la toalla

mettere in guardia

poner en guardia

non capire un’acca

no entender ni jota

non dire né a né ba; non proferire parola; non dire neanche una parola/sillaba

no decir ni pío/mu

per filo e per segno

con pelos y señales

toccare ferro

tocar madera (sin patas)

 

 

con i colori

 

andare in bianco

no comerse una rosca

diventare rosso (come un peperone/un gambero)

ponerse colorado/rojo (como un tomate)

essere/rimanere/restare al verde

estar/quedarse sin blanca; estar/quedarse a dos velas

vedere (tutto) rosa

verlo todo de color de rosa

vedere tutto nero

ver(lo) todo negro

 

 

con le parti del corpo

 

alzare il gomito

empinar el codo

amico del cuore

amigo del alma

averne fin sopra i capelli

estar hasta el moño/hasta la coronilla

essere con le spalle al muro

estar entre la espada y la pared

essere culo e camicia; essere pappa e ciccia

ser uña y carne

in un batter d’occhio

en un abrir y cerrar de ojos; en un santiamén

leccarsi i baffi

chuparse los dedos 

non avere sale in zucca

no tener dos dedos de frente

prendere per il naso; prendere in giro

tomar el pelo

prendere/prendersi a cuore

tomar/se a pecho

rimanere a bocca asciutta

quedarse con la miel en los labios; quedarse con las ganas

su due piedi

a bote pronto

 

 

con gli animali

 

avere i grilli in testa/per la testa

tener la cabeza llena de pájaros; tener pájaros en la cabeza

avere la pelle d’oca; venire la pelle d’oca; (far) accapponare la pelle; accapponarsi la pelle

tener la piel de gallina; ponérsele (a alguien) la piel de gallina

dormire come un ghiro/una marmotta; essere un ghiro/una marmotta

dormir como un lirón/una marmota; ser un lirón/una marmota

essere/rimanere solo come un cane

estar /quedarse más sólo que la una/que un hongo/espárrago

essere un coniglio

ser un gallina

essere una volpe

ser un zorro 

(qui) gatta ci cova

aquí hay gato encerrado

in bocca al lupo!

crepi!

(mucha) suerte!

gracias!

 

 

Le frasi fatte, come dicevamo, sono espressioni della lingua e dunque del modo di essere, della cultura di un popolo. Così come lo sono i proverbi e le sentenze popolari. Poiché frutto di una cultura locale o nazionale, alcuni proverbi o sentenze sono di difficile traduzione, cioè sono difficilmente traducibili con un altro proverbio o sentenza di un’altra lingua e cultura, per quanto simile o vicina. Altri, invece, trovando un’equivalenza nell’altra lingua, sono facilmente traducibili con un altro proverbio o sentenza.

Di seguito propongo un elenco con alcuni dei proverbi/sentenze (refranes/sentencias) più comuni in italiano e della loro corretta traduzione in spagnolo. Traduzione che è corretta perché, come nel caso delle frasi fatte, non è letterale.

 

                

Proverbi  / sentenze                                           

Refranes  / sentencias

 

 

a buon intenditor, poche parole

a buen entendedor, pocas palabras bastan

acqua passata non macina più (oggi più usata l’espressione: è acqua passata)

agua pasada no mueve molino

aiutati che il ciel t'aiuta; aiutati che Dio t'aiuta; il mattino ha l'oro in bocca

a Dios rogando y con el mazo dando; ayúdate y te ayudaré; a quien madruga, Dios le ayuda

al buio/di notte tutti i gatti sono bigi 

de noche todos los gatos son pardos

can che abbiaia non morde

perro ladrador, poco mordedor

chi cerca, trova

quien busca, halla/encuentra

chi di spada ferisce di spada perisce

quien a hierro mata, a hierro muere

chi tace acconsente

quien calla, otorga

chi va con lo zoppo impara a zoppicare

quien con niños se acuesta, mojado/cagado se levanta; quien/el que con lobos anda, a aullar aprende/se enseña

chiodo scaccia chiodo

un clavo saca otro (clavo)

il bue che dice cornuto all'asino

dijo el cazo a la cazuela: quítate allá, tiznera

impara l'arte e mettila da parte

el saber no ocupa lugar

l’eccezione conferma la regola

la excepción confirma la regla

l’occasione fa l'uomo ladro

la ocasión hace al ladrón

lontano dagli occhi, lontano dal cuore

ojos que no ven, corazón que no siente

mai dire mai

nunca digas de este agua no beberé (ni este cura no es mi padre)

meglio tardi che mai

más vale tarde que nunca

meglio un uovo oggi che una gallina domani

más vale pájaro en mano que ciento/buitre volando; más vale un toma que dos te daré

morto un papa se ne fa un altro

a rey muerto, rey puesto

non dire gatto se non ce l'hai nel sacco; non vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso

no hay que vender la piel del oso antes de haberlo cazado/antes de cazarlo

non tutto il male viene per nuocere

no hay mal que por bien no venga

patti chiari, amicizia lunga

las cosas/cuentas claras, y el chocolate espeso

ride bene chi ride ultimo

el que/quien ríe el último, ríe mejor

tale padre, tale figlio (usato sopr. in senso neg.); buon sangue non mente

de tal palo, tal astilla

tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare

del dicho al hecho hay mucho trecho; más fácil es dar a la lengua que a las manos

tutte le strade portano a Roma

todos los caminos llevan a Roma

 

                       

Sono sicura che gli esempi offerti in queste riflessioni saranno di utilità per tutti coloro che studiano da poco lo spagnolo e/o l’italiano, e faranno sorridere quelli che in passato sono caduti nell’errore, anche se non hanno mai avuto il coraggio di confessarlo ad alta voce. Ma poiché la cultura non è mai troppa e, come recita il proverbio italiano, “impara l’arte e mettila da parte” (el saber no ocupa lugar), affronterò presto un altro argomento che riguarda la cultura italiana e quella spagnola. Mi riferisco ai gesti, anch’essi fonte di numerosi equivoci. Perché se è vero che alcuni gesti italiani sono completamente diversi da quelli spagnoli e sono, perciò, esclusivi della nostra cultura (così come lo sono alcuni gesti spagnoli), altri, invece, sono simili a quelli spagnoli, anche se solo in apparenza. Significano cioè, un’altra cosa. Ma basta conoscerli, per non cadere in trappola!



[1] Tutti gli altri esempi, le frasi fatte e i proverbi presenti in queste pagine, sia in italiano che in spagnolo, sono tratti da tale dizionario (© 2008-2012 Midesa s.r.l.).

[2] Questa espressione colloquiale è usata in Spagna per riferirsi all’uomo sposato che rimane in città a lavorare mentre la moglie e la famiglia vanno in vacanza. Es.: esta semana estoy de Rodríguez. Tale espressione, che deriva dal comunissimo cognome spagnolo Rodríguez, solitamente etichettato come impiegato, si diffuse in Spagna negli anni ’60-’70, con il boom del fenomeno delle vacanze familiari. Il sarcasmo dell’ingegno popolare ha fatto sì che alcuni, con un gioco di parole e usando un altro diffuso cognome spagnolo, Gutiérrez, definissero tali uomini dei Putiérrez (da puta/puttana: esta semana está de Putiérrez), attribuendolo loro, in tal modo, atteggiamenti abbastanza libertini una volta finita la giornata lavorativa (si veda A. Buitrago, Diccionario de dichos y frases hechas, Madrid, Espasa Calpe, 2007. La traduzione e la rielaborazione in italiano è mia). Oggigiorno l’espressione estar de Rodríguez si applica anche alle donne, che rispetto agli anni ’60-’70 lavorano di più, e che quindi restano in città per lavorare, ma anche per vedere di più le amiche e disporre maggiormente del proprio tempo libero quando il marito è momentaneamente fuori città, magari in trasferta per lavoro, dati i tempi decisamente cambiati.

 

 

 

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